Stregoneria Crimine Femminile partecipa al Festival del Medioevo

Stregoneria al Festival del Medioevo

Il libro Stregoneria Crimine Femminile partecipa alla rassegna Festival del Medioevo di Gubbio

Dopo il grande successo delle presentazioni, il libro approda all’importantissima rassegna che vede tra i partner RAI STORIA.
L’autrice, D.sa Montechiarini, racconterà le storie vere di donne accusate di stregoneria, ricostruite rigorosamente dalle fonti processuali. Nessuna storia di fantasia, solo la realtà.
Il Festival è un grande evento culturale, colto e insieme popolare, incentrato sulla divulgazione storica, unico nel suo genere con nomi importanti, come Franco Cardini, M.Giuseppina Muzzarelli, A. Barbero. Non è una festa medievale, né una rievocazione.
Il festival, ospita un centinaio di storici, saggisti, filosofi, scrittori, registi, architetti e giornalisti. E propone lezioni di storia, “faccia a faccia”, focus e approfondimenti su più di mille anni, dal V al XVI secolo.

Il mondo accademico e la vasta platea degli appassionati dell’età medievale si incontrano durante cinque intense giornate ricche di proposte culturali, mostre, mercati, esibizioni e spettacoli.

IL LIBRO
Uscito ad Aprile, lanciato dal celebre “Palazzo dei Papi” di Viterbo insieme al prof. Osbat, studioso e direttore del Centro Diocesano di Documentazione per la storia e la cultura religiosa a Viterbo, ha toccato con alta affluenza e grande interesse nel pubblico, molte città come Bologna, presso il Museo della Beata Vergine di San Luca, Festival internazionali di cultura celtica a Trieste, castelli e piazze di alta valenza storica come Spilimbergo, la città del mosaico, e il Castello di Zumelle (BL).
In questo saggio vengono illustrate le origini della stregoneria, fenomeno che ha reso pericolosa la donna quando, superato il culto delle divinità notturne e le abilità della conoscenza popolare, con l’arrivo del patto col demonio essa giunge a rinnegare il battesimo, causare la sterilità, eludere i giudici con astuzia. Il libro abbraccia una vasta casistica di processi, dal Medioevo fino all’Età Moderna, senza trascurare le origini del fenomeno e le antenate, come le Selkie e le Agane.
È un’indagine storica sui procedimenti giudiziari contro donne accusate di stregoneria ed eresia, da cui risulta che le streghe inquisite e condannate al rogo in Italia furono meno di quelle riportate dalla storiografia ottocentesca e dai romanzi.
Sul processo principale, celebrato nel 1588 vicino Viterbo ai danni di Prudentia, una donna sospettata di essere un particolare tipo di strega che succhia il sangue dei bambini, si innestano altri casi giudiziari d’Europa. Questo consente di ipotizzare soluzioni per i delitti rimasti irrisolti, confrontandoli e superando i luoghi comuni di roghi immediati.
Conosciamo nomi, lavori e vita delle protagoniste che immergono il lettore nel passato, svelando incantesimi che usano chiavi, vino, preghiere, balli.
Il testo vuole ridare voce alle donne del passato, la cui reputazione fu messa in discussione da vicini di casa e amici, che addebitarono loro epidemie e morti premature.
Guardate con sospetto per certe abilità di ostetriche e di curatrici o perché forestiere senza figli, come avvenne per donna Prudentia, le streghe furono le colpevoli eccellenti di un’epoca di transizione in cui la donna aveva perso la sua sacralità.

A PROPOSITO DELL’AUTRICE
Monia Montechiarini, giurista, europrogettista e scrittrice. Esperta di diritto, da vent’anni si occupa di ricerche documentali per ricostruire i processi contro le streghe. Si impegna per ridare voce al passato, collaborando con enti in tutta Europa nella stesura di progetti comunitari per il recupero e la divulgazione della memoria storica fino al Novecento.
Oltre a organizzare convegni e giornate formative ufficiali, anche col patrocinio del MIBACT, partecipa come relatrice a importanti rassegne come il “Festival del Medioevo” ed è autrice di articoli sulla living history in riviste specialistiche come Focus Storia Wars, Medioevo Misterioso, BBC History.

COSA SAPERE
Le critiche sono favorevoli, citandolo come un lavoro “condotto con grande rigore scientifico e non privo di sensibilità e partecipazione per il tema trattato. Studi come questo servono a ripristinare un poco di verità storica per episodi crudeli ed ingiusti che, anche se lontani nel tempo, hanno causato molte inutili sofferenze”.
Recensioni autorevoli anche da parte di Elena Percivaldi, tra le migliori giornaliste e saggiste in Italia e non solo.

Il tour ha ricevuto importantissimi patrocini, come quello del Festival del Medioevo, Italia Medievale, il Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche, Comitato Italiano Associazioni Nazionali Storiche ecc. prosegue in Europa con il progetto La Storia Oltre le Sbarre.

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