Stregoneria Crimine Femminile a Brescia

Ospite del progetto La Strada Per Endor, l’autrice del libro arriverà in Lombardia per divulgare le storie realmente esistite ricostruite da atti autentici. Giurista, europrogettista, la scrittrice svelerà le indagini storiche sui verbali di processi realmente avvenuti tra il Medioevo e l’Età moderna contro donne accusate di stregoneria e eresia, ovvero di aver rinunciato a Dio per seguire Satana.

Sul processo principale celebrato nel 1588 vicino Viterbo ai danni di Prudentia, una donna sospettata di essere un particolare tipo di strega che succhia il sangue dei bambini, come testimonia Angela, si innestano altri casi giudiziari d’Europa. Questo consente di ipotizzare soluzioni per i delitti rimasti irrisolti e il confronto superando i luoghi comuni di roghi immediati.

Conosciamo nomi, lavori e vita delle protagoniste che immergono il lettore nel passato, svelando incantesimi che usano chiavi, vino, preghiere, balli.

Il saggio presenta le origini del fenomeno che ha reso la donna pericolosa quando, superate le divinità notturne e le abilità della magia popolare, con l’arrivo del patto col demonio e del Malleus Maleficarum giunge a rinnegare il battesimo, causare la sterilità, eludere i giudici con astuzia. Nei verbali si mescolano aspetti mitologici di dee volanti, sirene scozzesi, le confessioni delle colleghe dei sabba e i veri motivi delle accuse.

Le streghe processate e condannate al rogo in Italia furono però meno di quelle riportate dalla storiografia ottocentesca e dai fantasy, pur rimanendo la discrezionalità di certe Corti locali una delle più oscure vicende della storia.

Il lavoro vuole ridare voce alle donne del passato, la cui reputazione fu messa in discussione da vicini di casa, amici e clienti che non volevano pagare i loro debiti: guardate con sospetto per certe abilità di ostetriche, curatrici con erbe medicinali o perché forestiere senza figli, come avvenne per donna Prudentia. Il popolo addebitò loro epidemie, morti premature: colpevoli di un’epoca di transizione in cui la donna aveva perso la sua sacralità.