Veleni e magiche pozioni. In Mostra a Este (PD) grandi storie di cure e delitti.

Il Veneto è una regione attenta a questo tema, ed ecco, dopo quella di Rovigo, un’altra mostra che sembra davvero interessante e a cui la giurista Monia Montechiarini parteciperà senza dubbio. Tanto più che un posto speciale sarà dedicato alle streghe “lamiae”, che sono state le protagoniste del saggio storico “Stregoneria Crimine Femminile. Il caso di Donna Prudentia, la Lamia di Blera, e altre streghe”.

Erano figure temute abili di creare pozioni magiche e unguenti con cui si spostavano per compiere i delitti. Furono al contempo, vittime della superstizione e delle persecuzioni dell’inquisizione che aveva in uso manuali, alcuni esposti alla mostra.

Anforette porta oppio, Cipro.
Anforette porta Oppio provenienti da Cipro. L’uso di questo prodotto è documentato dall’antichità per arrivare a esplodere nell’Ottocento, anche tra le donne.

Grandi storie di cure, ma anche di delitti: con la digitale, oggi usata per rimedi contro le malattie del sistema cardiaco, vennero anche uccisi diversi personaggi, rimanendo in sospeso tra delitti e fatalità.

Nelle vetrine, rarissimi reperti archeologici, confezioni storiche di veleni e farmaci; importanti dipinti con scene raffiguranti magie, a cui si uniscono immagini storiche che pubblicizzano portentosi unguenti e medicamenti.
Esposte rarissime edizioni e manoscritti che trattano di una varietà di argomenti strettamente connessi: dalla magia, vista da diversi aspetti, allo studio dell’esoterismo e dell’alchimia occidentale.

Reperti provenienti anche da Oltreoceano, come  la sezione con materiali provenienti dal Giappone che raccontano, in ottica diversa, una storia comunque analoga.


Le curatrici  della mostra, vogliono proporre al pubblico l’affascinante mondo dei veleni e della storia della farmacopea, in riferimento alle varie epoche storiche. Un viaggio che parte dall’antichità, lungo il medioevo e il rinascimento fino all’età odierna. Il percorso illustra come magia, pozioni e veleni, facessero parte della  vita sociale. Troveremo fonti scritte, arti visive, fonti classiche fino alla letteratura moderna. Oggetti che raccontano e, forse, svelano i segreti del passato. Così, lo studio di veleni sia di fonte animale che vegetale e minerale,  che hanno alimentato leggende e miti: come Medusa, le streghe condannate per epilessia o perché avevano ingerito farine di graminacee attaccate dalla “Segale cornuta” o Erba matta, quindi ritenute possedute.

La mostra consigliata, Veleni e Magiche Pozioni.
Lekythos di Adria, vi è raffigurata la Dea Atena insieme allo scudo di Medusa (VI-V secolo a.C.) . Furono tanti i miti e le leggende su queste divinità e su altre figure terribili, come appunto Medusa con il capo ricoperto da serpenti e (quasi) imbattibile. Al pari delle streghe Lamie, era capace di aberranti delitti.

In questa mostra, congiuntamente proposta dal Polo Museale del Veneto – Museo Nazionale Atestino, dall’Università degli Studi di Ferrara e dalla città di Este, veleni, pozioni, medicamenti saranno in scena dal
19 ottobre 2019 al 2 febbraio 2020. Dunque, cari lettori, una mostra che condivide l’obiettivo del saggio storico scritto dalla giurista Monia Montechiarini, mostrando come  alcuni elementi ritenuti magici fin dal Paleolitico, erano  impiegati per sopravvivere e come rimedi. Alcune sostanze però fanno bene, altre non proprio, alimentando l’immaginario comune.

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